Pagine

giovedì 11 dicembre 2014

Ma la Terra Trema?


Ho attraversato una Milano bagnata, lucida come lamiera, dura come lamiera e sono entrato al Leonca.
Non avevo aspettative ma solo un gran mal di testa, una morsa mi schiacciava la nuca.
E fuori ricominciava a piovere. 
Pioggia.Rosso.Acciaio
Sono entrato con Mauro Cecchi e ci hanno dato i soliti bicchieri impossibili, gli “ISO”, il bicchiere da vino di Barbie e Ken.
Vabbè mi dico, sono il solito pirla che non si è ricordato che qui fa molto di “sinistra” bere in ‘ste fialette di vetro.
Giro, incontro gente, parlo…poco, perché Mauro è una forza della natura e perché ogni parola che proferisco è una fitta nel cervelletto.
Negli assaggi cerco il Piemonte (cosa rara per me che provo con sforza di smarcarmi da ogni forma di campanilismo) senza disdegnare il resto, ovviamente.
Malgrado il bicchiere e il mal di testa mi sono piaciuti:








Eraldo Revelli, Farigliano (CN)
Buoni tutti i loro Dogliani, è ora di riscoprire il Dolcetto e di riportarlo in tavola.
Farigliano è in alto ed è esposto ai venti che arrivano dalle montagne e si sente.
Produttori di grande umiltà e umanità.


Quat gat, piccoli viticoltori vercellesi.
Matteo Baldin, Franco Patriarca, Luca Caligaris
Nord Piemonte, Gattinara e Bramaterra, nebbiolo e altre uve (vespolina e bonarda novarese) vini che mi incuriosicono da sempre e che l’industria del tessile e della rubinetteria ha svuotato di senso.
I quat gat (quattro gatti) sono quasi garagisti e dalle loro mani escono vini un filino ruvidi ma di grande intensità, da seguire e soprattutto da bere.

foto di Cristian Di Camillo








Cantina Margò di Carlo Tabarrini
Grechetto e trebbiano soprattutto, esprimono un’Umbria affilata e tagliente con acidità vertiginose e sapidità da fleur de sel.
Salivo assetato scrivendone!






Bosco Falconeria, Partinico (PA)
Antonio e Mary Taylor Simeti
Catarratto anche in versione orange il "Falco Peregrino" molto interessante, succoso e con tannini inaspettati e bella sapidità, quello vinificato in bianco è molto “Sicilia” (lo dico perché ultimamente ne ho assaggiato uno molto Alto Adige!), rotondo, maturo ma ficcante, con profumi di macchia, di finocchietto





Torniamo alla domanda iniziale: “La Terra Trema?”
Di sicuro trema perché è malata e queste piogge iniziate sei mesi fà, forse sono le linee di febbre del pianeta ma non mi pare che interessi a molti cambiare approccio al nostro modo di abitare il mondo.
Tornando al vino, direi che la terra non trema più molto, mi pare da un po’ di tempo di leggere in filigrana una stanchezza nei vecchi vigneron e poche novità, pochi giovani che si inseriscono trascinati dalla volontà di emulare i “maestri”, intere regioni latitano, denominazioni ricche latitano o snobbano il confronto con il basso, la causa potrebbe essere la proliferazione di fiere e una certa tendenza degli organizzatori a riproporre le cose certe, consolidate piuttosto che cercarne di nuove. 
Persino sul web, a parte certi irriducibili, ci si accapiglia di meno sui concetti cardine “lieviti indigeni” e “naturale”.
Un nuovo mondo, ecumenico, buonista, neoliberista, populista, presenzialista, conformista è alle porte?


Nessun commento:

Posta un commento